Il dr. Catena fa parte del gruppo di studio sulla prevenzione degli infortuni della mano della Società Italiana di Chirurgia della Mano e prende parte al progetto "Manisicure" per la prevezione dei suddetti infortuni nella mano del bambino.

 

Situazioni potenzialmente a rischio per infortuni della mano del bambino

(tratte dal sito www.manisicure.eu)

La casa:

Ventola del Phon, I Fornelli, le Stoviglie, I Cassetti, gli Armadi, le Porte e Portiere e gli Schiacciamenti apicali (drenaggio ematoma sottoungueale)

Rifare il letto (dito a martello)

Le Ustioni

La Cyclette, il Tappeto da corsa, Pianali scorrevoli e Scorrimano ai supermercati

Gli Ascensori

Il Tritacarne e i Frullatori

La scuola

Forbici e Compasso

Schegge lignee da banchi e mine di matite

Lesione da anello durante educazione fisica e attività ludiche

Lo Sport e il tempo ludico

Gli Sport con la palla

Piscina (corsie e deflussori)

Catene biciclette

Scivolo e Altalena

Pattini invernali a lama

L’ambiente

La Spiaggia, gli ami da pesca e le sdraio

Morsi animali

Petardi

I Comportamenti

Tricotillomania e Onicofagia

 

Epidemiologia

In tutto il mondo gli infortuni sono la prima causa di morte nei bambini sopra i 9 anni di età. In Europa, in seguito agli infortuni di bambini e ragazzi si registrano 5 milioni di ricoveri ogni anno e 70 milioni di visite al pronto soccorso, con significativo drenaggio di risorse socio-sanitarie.Il rapporto mondiale OMS/UNICEF indica che il 95% degli infortuni nei bambini avviene nei paesi in via di sviluppo, dove i bambini vivono in ambienti insicuri e senza aree dedicate, il controllo delle famiglie è più difficile ed è ridotta la possibilità di accedere a cure mediche di qualità e servizi di riabilitazione. Le disuguaglianze socioeconomiche costituiscono quindi un importante fattore di rischio: interventi mirati a ridurle e ad aumentare la sicurezza di un Paese tenendo in considerazione la vulnerabilità dei bambini, sono l’ unica via per diminuire la quantità di morti e invalidità dovute agli infortuni. Infortuni da incidenti stradali (uccidono 260.000 bambini l’ anno), annegamenti (uccidono oltre 175.000 bambini l’ anno), avvelenamenti (uccidono oltre 45.000 bambini l’ anno), ustioni (uccidono quasi 96.000 bambini l’ anno ) e cadute (uccidono quasi 47.000 bambini l’ anno ) sono fra le principali cause di morte per bambini e ragazzi. Gli incidenti domestici che giungono più spesso a un pronto soccorso sono le cadute (quaranta per cento), le ferite da taglio o punta (quindici per cento), gli urti o schiacciamenti (dodici per cento). Le ustioni del bambino sono raramente osservate nella casistica di pronto soccorso, (ustioni e corrosioni:2, 6 %), ma rappresentano le prime cause di morte per i bambini tra i 5 ed i 9 anni d’età e la terza per quelli fino a 4 anni. Coloro che sopravvivono possono essere deturpati e invalidi a vita. Il fenomeno degli incidenti domestici e la presenza in casa di rischi e pericoli contrasta con l’idea che comunemente si ha di essa, ritenuta per lo più un luogo sicuro.Il numero consistente di incidenti domestici nella fascia d’età compresa tra i 0 ed i 4 anni, è un valido indicatore della sottostima del rischio presente nelle abitazioni, soprattutto da parte degli adulti. Molti incidenti nei bambini potrebbero essere evitati mediante l’adozione di comportamenti adeguati ed accorgimenti da parte dei genitori. I fattori che possono intervenire nel favorire o determinare un incidente sono numerosi e di tipo diverso: ambientali, psico - sociali, familiari e personali. I bambini, sono caratterizzati da una spiccata curiosità, una minore percezione del rischio ed una limitata abilità a reagire prontamente in situazioni pericolose e per questo sono maggiormente esposti . Inoltre gli ambienti nei quali trascorrono la maggior parte della giornata, non sono stati creati a loro misura, per cui capita che mossi da curiosità e desiderio di esplorare si espongano a rischi non adeguati alle loro esperienza e alla loro capacità di valutazione e di gestione.Il rischio aumenta quando vi sono inosservanze o inadempienze relative alle basilari norme di sicurezza delle abitazioni e delle apparecchiature in essa presenti, ed alla insufficiente attenzione dei genitori. Un aumento del rischio si verifica anche in presenza di fattori psico-sociali personali sfavorevoli ( difetti di intelligenza, turbe psicomotorie, iperattività, eccessiva aggressività)o fattori psico-sociali ambientali avversi (cultura della violenza, carenze nell’ educazione, stili di vita incongrui, insufficiente protezione nei primi anni di vita del bambino da parte della famiglia, instabilità e conflitti familiari). Gli incidenti domestici rappresentano un rilevante problema di sanità pubblica e diversi Paesi europei ed extraeuropei hanno avviato da alcuni anni politiche di sicurezza e prevenzione in proposito. La Comunità europea ha avviato un programma per il monitoraggio di questi eventi, attraverso la sorveglianza degli incidenti registrati nelle strutture di emergenza (Elhass), a cui è seguita la costituzione di una banca dati europea integrata nella rete telematica Euphin. Secondo i dati raccolti dall'Elhass, tra il 1998 e il 2000 in Europa quasi 20 milioni di persone (il 7% dei residenti) sono state vittime di incidenti domestici, con oltre 5 milioni di ricoverati e 56 mila morti. In Italia, la rete di sorveglianza europea è stata integrata dall'Istituto superiore di sanità nel Sistema informativo nazionale sugli incidenti domestici (Siniaca: Sistema Informativo Nazionale sugli Infortuni in Ambienti di Civile Abitazione) . Ogni anno in Italia gli incidenti domestici mandano al Pronto soccorso oltre un milione e mezzo di persone, di cui 130.000 vengono ricoverate e 7.000 non sopravvivono. Sono questi i dati relativi al biennio 2005-06. L’avvio del sistema informativo, già nella sua prima fase di attuazione, ha permesso di individuare le modalità di incidente di maggior importanza e i gruppi a rischio nella popolazione, quali le cosiddette fasce deboli: bambini in età pre-scolare ed anziani.Un bambino con meno di 5 anni d’età ha un rischio almeno 5 volte maggiore di un adulto di finire ricoverato in ospedale in seguito ad un incidente domestico.Nel campione nazionale di PS del SINIACA le cadute determinano circa il 50 % degli arrivi in pronto soccorso. Tra queste, nei centri di approfondimento del Sistema (progetto ASPID), se ne osservano il 17, 2 % in aree aspecifiche interne alla casa (ad es. corridoi, ingressi, etc.), il 9, 1 % sulle scale interne, il 5, 7 % in salotto o in camera da letto, il 5, 2 in bagno, il 4, 5 in giardino (3, 4 % nelle altre pertinenze esterne dell’abitazione) ed il 3, 4 % in cucina. I bambini in età pre-scolare, rappresentano oltre il 20 % dei casi gravi (codici gialli) e oltre il 20 % di tutta la casistica molto grave (codici rossi: casi gravissimi). Possiamo pertanto affermare che i bambini hanno un rischio di contrarre un trauma potenzialmente severo, maggiore di tutte le altre classi d’età. Secondo un’ indagine epidemiologica condotta negli USA sugli infortuni alle mani nei bambini, lesioni alle dita, mani e polsi, si verificano comunemente durante lo sport o le attività ricreative. Le lesioni possono comprendere contusioni, lesioni legamentose, tendinee, lussazioni, fratture e lesioni da schiacciamento fino alla sindrome compartimentale. Il rischio di infortunio alle mani o al polso è maggiore negli sport di contatto, come il wrestling, calcio, e in quelli ad alta velocità, come la mountain bike, il pattinaggio in linea, sci, snowboard e skateboard. Sport che richiedono peso-cuscinetto sulle mani e le braccia, come la ginnastica, possono aumentare il rischio di lesioni, così come gli sport che utilizzano attrezzature come bastoni da sci, bastoni da hockey e racchette. Infortuni come lividi, ustioni, fratture, tagli possono essere anche un segno di abuso.